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Altri cinque borghi insigniti della Bandiera Arancione dal TCI
Sono cinque le località italiane che, nell’anno appena trascorso, sono state certificate “Bandiere Arancioni” dal Touring Club Italiano. Vediamole. Cingoli si trova nella provincia di Macerata, a 631 m. slm. Il borgo, adagiato sulla sommità del Monte Circe, domina la Valle del Musone che gli scorre intorno. Ed è per questa particolare posizione che viene definito il Balcone delle Marche. Bellissimo il colpo d’occhio sull’Adriatico, ma sono altrettanto interessanti Palazzo Castiglioni, la Cattedrale di Santa Maria Assunta e il Palazzo del Comune dove si fa notare l’Orologio della Torre. Poco distante da Cesena troviamo Sarsina, sull’Appennino Tosco-romagnolo: da visitare il Museo Archeologico Nazionale, uno scrigno di reperti straordinari del Nord Italia. Meritevole di attenzione anche la Basilica di San Vicinio. A Sarsina nacque Tito Maccio Plauto, forse il più grande commediografo latino. Insignita di bandiera arancione anche Follina, una cittadina del trevigiano a 200 m. slm, tra le colline del Prosecco, di origine preistorica. Vi si trova l’interessante Abbazia di Santa Maria, realizzata nel XII secolo da monaci Cistercensi, gli stessi che nell’ 800 vi seppero diffondere l’arte della lana. Il borgo di Biccari sorge invece nel Subappennino Dauno, nella provincia di Foggia. È circondato da boschi, vigneti e uliveti che salgono da 180 a 1150 metri. Storicamente interessanti sono Palazzo Caracciolo, Palazzo Goffredo, il portale medievale di Palazzo Gallo e la torre bizantina. L’ultima delle cinque bandiere arancioni è stata assegnata a Vicopisano, un piccolo borgo del Medioevo sulle sponde dell’Arno. Vi si producono ceramiche artistiche e soprattutto un ottimo olio extravergine di oliva che vanta il marchio IGP. Si mettono in bella evidenza la Rocca del Brunelleschi, Palazzo Pretorio e ben tredici torri medievali. Ora in totale sono 267 le eccellenze italiane “riconosciute” dal Touring Club in poco più di ventitré anni. E sono piuttosto severi gli esami cui sono sottoposti questi posti meravigliosi, una volta avanzata la propria candidatura. Tutti posti dell’entroterra, essi si dovranno adoperare per un turismo sostenibile, tutelare le perle locali del patrimonio artistico e culturale e saper riservare una valida accoglienza ai visitatori. “Godono di una nuova centralità i territori interni del nostro Paese, più resilienti rispetto agli ambenti cittadini, e più inclini allo sviluppo di piccole realtà imprenditoriali che possano favorire forme nuove di turismo” afferma Franco Iseppi, che del TCI è Presidente.

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