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La Rotta di Enea “certificata” Itinerario Culturale dal Consiglio d’Europa
La cartina è quella dell’Eneide. Il progetto è dell’Associazione omonima. Il riconoscimento è del Consiglio d’Europa. Parliamo de La Rotta di Enea, un itinerario culturale certificato dall’Organizzazione Internazionale (CdE), che ha esaminato il ricco dossier presentato, per la candidatura, lo scorso 30 luglio dall’Associazione presieduta da Giovanni Cafiero. La certificazione "Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa", per definirla in modo ufficiale, è una garanzia d'eccellenza che viene concessa in base al rispetto di criteri, definiti dal Consiglio stesso, promotore da sempre dell’identità culturale europea, oltre che di democrazia e diritti umani. Pari riconoscimento hanno ottenuto, per esempio, il Cammino di Santiago (il primo dell’elenco, nell’87) e la Via Francigena. Sono 45 in tutto, gli itinerari certificati, e La Rotta di Enea è stato l’ultimo esaminato con parere favorevole. Da Troia a Roma, l’itinerario tocca e attraversa cinque Paesi del Mediterraneo: Turchia, Grecia, Albania, Tunisia e Italia. Tra le 21 tappe principali troviamo sei siti Unesco: Troia, l’isola greca di Delo, Butrinto (in Albania), l’Etna, Cartagine e il Parco del Cilento (col Vallo di Diano). E anche tre parchi nazionali: Monte Ida (Turchia), Butrinto e quello del Cilento. Calabria, Campania, Lazio, Sicilia e Puglia sono le regioni italiane dell’itinerario. Vediamo i posti più affascinanti di questo particolare “viaggio” archeologico e turistico. Troia (l’antica Ilio) è patrimonio Unesco dal 1998 e il suo museo archeologico rappresenta un’autentica collezione, la più grande in assoluto, di statue di personaggi dell’Iliade omerica. A poca distanza c’è il meraviglioso Parco del Monte Ida dove, si narra, Anchise conosce Afrodite. Dalla loro unione sarebbe poi nato Enea. Sempre in Turchia, un po’ più a nord, troviamo Antandros dove di recente sono stati riportati alla luce una necropoli e una villa romana, fatta risalire al periodo dell’Impero. Da qui sarebbe salpato Enea, diretto all’isola di Delo, che avrebbe dato i natali ad Apollo e Artemide. Non siamo lontani da Mykonos. Tappa successiva Butrinto, costa ionica albanese, dove l’itinerante eroe virgiliano incontra Andromaca. Quindi il primo approdo in Italia. Virgilio ci parla di Castro, città salentina, dove oggi si può ammirare un enorme busto marmoreo della dea Atena (Minerva) e il cui sito, ancora oggi gli scavi sono attivi, rivela l’esistenza del Tempio dedicato alla dea. Pitagora risulta essere stato tra i frequentatori del tempio dedicato ad Hera Lacinia, la dea protettrice dei vincoli familiari, che sorgeva nei pressi di Crotone (l’antica Kroton). Oggi di quello splendido santuario non rimane che una colonna. Quanto basta per lasciare intatto il fascino di quella che è stata tra le più importanti Colonie della Magna Grecia. Si scende ancora, toccando le Isole dei Ciclopi e la costa dell’Etna per approdare una prima volta a Drepanon (la Trapani di oggi) dove muore Anchise. Poi alla volta dell’antica Cartagine, sulla costa della Tunisia, dove si consumerà il tragico amore tra Enea e la regina Didone. Si torna a Drepanon, e qui l’eroe virgiliano è costretto a lasciarvi le donne e gli anziani, stanchi di tante peripezie. E proprio questi ultimi furono i fondatori di Acesta (l’attuale Segesta), costruendo anche un tempio dedicato a Venere Erycina. Frattanto Enea approda a Palinuro, così chiamata dal nome del nocchiero finito in mare, vittima di Hypnos, dio del sonno. Poi c’è Cuma (e l’incontro con la Sibilla) e l’intero Parco Archeologico dei Campi Flegrei. Fino ad arrivare a Gaeta, l’antica Caieta. Ancora, lungo le coste laziali, giungiamo alla destinazione della tappa finale. Lavinium, l’attuale Pratica di Mare, fu la prima città fondata da Enea col figlio Ascanio e i profughi superstiti troiani. Qui l’eroe sposerà Lavinia, che diventerà la madre di Silvio. Sarà l’inizio della stirpe romana, con la quale si concretizza il volere degli dèi, manifestato immediatamente dopo la caduta di Troia.

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